Studiare un brano musicale…. più facile a dirsi che a farsi, soprattutto se vogliamo preparare il brano in modo efficace, preciso… ordinato.

Il punto fondamentale è sviluppare un metodo. Un metodo che ci corrisponda, col quale ci troviamo bene, perché sentiamo che con un giusto rapporto tempo – energia, otteniamo i risultati desiderati.

Certamente ognuno di noi sviluppa il proprio metodo e non è detto che ce ne sia uno universale che vada bene a tutti. Personalmente, però, credo che se vogliamo essere veramente efficaci e utilizzare al meglio le nostre risorse, ci siano degli accorgimenti che ci possono “dare una mano”.

Di seguito ti condivido i miei, sperando che possano apportarti nuovi spunti di lavoro durante la tua prossima preparazione musicale.

1 – Spesso il primo gesto che compiamo quando prepariamo un brano che non conosciamo è andare ad ascoltarlo. Personalmente considero sia un ottimo modo per approcciare un pezzo sconosciuto, ma ti suggerisco di mettere in atto un piccolo accorgimento che riguarda soprattutto la parte vocale: è importante non ascoltare il brano cantato sempre dalla stessa voce! Perché? Semplicemente perché a nostra insaputa l’orecchio può generare un fenomeno d’imitazione che: 

1- ci renderà più difficile cantare con la nostra propria voce. 

2- può essere ci porti non solo a falsarla, ma anche a usarla male, nella ricerca inconsapevole d’imitazione che l’orecchio avrà innescato. 

Quindi, mi raccomando: se lo dobbiamo / vogliamo ascoltare tante volte, meglio scegliere di volta in volta l’esecuzione di cantanti diversi per evitare l’imitazione vocale. Tra l’altro nella diversità troveremo anche spunti che ci daranno nuove idee, anche musicali e interpretative.

2 – Se il brano è in una lingua straniera, passa un po’ di tempo ad ascoltare quella lingua, per abituarti alla sua sonorità e al suo colore, e poi ripeti più volte il testo del brano senza cantare, sia liberamente, che con il ritmo. In questo modo ti renderai conto di dove hai delle difficoltà, che dovrai risolvere a parte, con pazienza, perché ciascuna lingua richiede una attività muscolare diversa che bisogna “allenare” gradualmente. Quindi, ancora una volta, procedi con calma, per ottenere i migliori risultati !!

3– Dopo una prima lettura, è molto utile dividere il brano in parti in base alla difficoltà, e studiarlo così, a sezioni, evitando di fare tutto sempre dall’inizio alla fine. Quest’ultimo procedimento, in realtà, è una grande perdita di tempo, che non ci permette di approfondire le parti che meritano più dedizione e impegno.

Tra l’altro, estrapolare e lavorare le frasi singolarmente, spesso diventa fonte d’informazioni “nascoste” sia a livello tecnico che musicale.

4 – Una volta fatto questo, ricorda che le difficoltà vanno lavorate per prime, all’inizio del  nostro studio, quando la concentrazione e l’energia sono al meglio! Prima di tutto però realizza un buon riscaldamento vocale, in modo da non stancare o usare male la voce durante lo studio musicale.

E comunque, se di difficoltà nel repertorio su cui stai lavorando ce ne sono un po’, puoi anche dividerle in più gruppi, in modo da non doverle affrontare tutte insieme ogni volta; è una questione di misura, di buon senso e di equilibrio.

Inoltre, sempre per lavorare sulle difficoltà, ti consiglio:

4a – Se necessario cambiare la tonalità, per capire meglio il perché della difficoltà e poter risolverla più facilmente. Dal momento che la voce costruisce una soluzione in una tonalità più comoda (sia essa più bassa o più alta) diventa molto più facile spostarla gradualmente (un semitono alla volta) alla tonalità in cui dobbiamo cantare il brano.

4b – Togliere il testo e cantare con una sola vocale: spesso non ci rendiamo conto di quanto le vocali siano un fattore importante di difficoltà  (per motivi tecnici che non posso sviluppare in questo articolo), quindi esercitare la melodia con una vocale unica, significa semplificare enormemente il compito della voce, e aiutarla a trovare delle soluzioni (oltre a mostrarci come va il nostro rapporto con le diverse vocali ☺️).

Questo è un esercizio da fare con tutte le vocali con le quali siamo comodi. Ti accorgerai che in caso di salti o note acute è una soluzione meravigliosa. 

4c – Applicare i nostri esercizi tecnici preferiti ai passaggi difficili:  io li propongo ai miei allievi in base alle difficoltà da superare e al tipo di repertorio, ma sicuramente tu hai i tuoi che sai gestire benissimo. In caso senti che ti mancano spunti tecnici per lavorare i tuoi brani, rivolgiti a un maestro di canto che saprà guidarti al meglio dandoti degli strumenti che poi rimarranno a te per sempre, appropriati alla tua voce e al repertorio che vuoi interpretare.

Alla fine di ogni periodo di lavoro, non dimenticare d’integrare la frase “difficile” con la frase precedente / successiva, o con la totalità del brano, per vedere a che punto sei. Questo è anche molto incoraggiante perché mette in evidenza i progressi che stai compiendo e premia l’impegno impiegato!

4d – qualche volta immagina i movimenti che farai e il suono che ne risulterà, cantando interiormente una frase. Si tratta di visualizzare il gesto canoro “ascoltando” nella tua testa, e quindi senza cantare veramente. Con questa visualizzazione stiamo già facendo tutti i movimenti che faremmo cantando normalmente, solo che molto più piccoli (si parla di “micro-movimenti”). Così facendo, primo risparmiamo la voce, e secondo riusciamo ad avere una percezione molto precisa di come sarà il nostro gesto vocale quando canteremo poi veramente. (Sapevi che tanti artisti studiano in aereo tramite questo lavoro di visualizzazione? 😊… )

5 – Passare all’interpretazione. Sì, tante volte l’intenzione emotiva aiuta enormemente la voce, al punto da “compensare” certe lacune tecniche. Anche se questa è una “verità a metà”, perché dipende molto dalla difficoltà del brano che dobbiamo interpretare, in una percentuale più o meno grande, è un fenomeno magico che si genera spesso.

Ecco.. diciamo che non bisogna abusare della fiducia nell’interpretazione, per non sostituirla con la preparazione vera e propria. 

Comunque, quando tecnicamente sentiamo che cominciamo ad essere “solidi”, è sicuramente arrivato il momento di lasciar andare quello che c’è dentro di noi con assoluta fiducia che la voce non solo risponderà, ma troverà beneficio nel veicolare le emozioni per le quali il pezzo è stato scritto.

Ecco, questi sono i miei suggerimenti. Spero che ti possano essere utili molto presto. 

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Grazie della tua lettura.