o come aumentare il volume vocale senza fatica, e non solo!

È un fatto da tutti conosciuto che la voce “esce” dalla nostra bocca e “deve arrivare” alle orecchie di chi ci ascolta. Questo viaggio verso l’altro, che la voce deve realizzare per stabilire una comunicazione o per creare un momento di espressione, mette in mostra uno dei parametri del suono vocale: il volume.

Sia una voce spinta, dirompente o stridula, che una voce senza volume o “consistenza”, sono due risvolti della stessa medaglia: la mancanza di risonanza.

Stranamente, quando si parla “risonanza” si pensa a tanti strumenti, ma non alla voce!.

In realtà la nostra voce è uno strumento acustico come lo è, ad esempio, un violino, cioè uno strumento melodico con un notevole potenziale di amplificazione “organica”. Per organica intendo non artificiale, non fabbricata con mezzi digitali esterni, ma conseguenza di un’interazione tra suono e strumento.

Analizziamo insieme come risuona il violino. Questo strumento ha un patrimonio “risuonante” che è la sua cassa armonica: è lei che procura il volume al suono iniziale prodotto dalla vibrazione delle corde. Ma non solo: questa interazione tra vibrazione delle corde e cassa armonica procura anche rotondità, “velluto” e bellezza ad un suono che altrimenti rimarrebbe povero e sprovvisto di “corpo”, di ”densità”.

 In più, al di là di queste prime qualità di volume e rotondità, è sempre grazie a questa interazione tra vibrazione e cassa armonica che si crea un’altro grande pregio per la “voce” del violino: il suo suono inconfondibile e inimitabile, conseguenza delle caratteristiche sonore di tutte le parti e materiali che conformano lo strumento.

E arriviamo al punto: cosa fa il violino perché tutti questi fenomeni di volume, rotondità e unicità si producano? La risposta è: niente…!! Semplicemente si “lascia risuonare” !!  Accoglie dentro di sé il suono generato, e quest’ultimo, amplificato e arricchito nella sua cassa armonica, fuoriesce senza spinte o forzature.. anzi, con un incredibile potere di diffusione, capace di generare un ulteriore fenomeno di risonanza, questa volta con l’ambiente, e questo senza bisogno di “buttar fuori” o “progettare” (tanto lui non ha i muscoli per farlo come purtroppo li abbiamo noi !!! ).

Il modello di risonanza di questo strumento si può applicare passo dopo passo alla voce umana, che, ricordiamolo ancora, non è altro che uno strumento acustico pure lei; anche noi abbiamo un patrimonio (formato da diversi spazi più o meno grandi nel nostro corpo) che ci permette di “risuonare”. E anche questo “patrimonio risuonante” si attiva solo se quando generiamo la nostra voce (ossia, la nostra vibrazione) parlando o cantando, resistiamo alla tentazione di “buttarla fuori”, di “progettarla”, e la lasciamo abitare i nostri spazi. In altre parole, si attiva solo se come il violino, pure noi “ci lasciamo risuonare”, con la totale fiducia che in questa interazione “vibrazione / voce” e “casse armoniche / corpo”, risiede il massimo potenziale di diffusione del nostro suono.

Assecondare questa meravigliosa potenzialità che il nostro strumento possiede già in origine, è una esperienza sorprendente ed entusiasmante: 

Primo, perché essendo più in accordo con la natura, è anche molto gradevole (e meno faticoso) usare la voce in questo modo.

Secondo, perché frutto di questa interazione vibrazione – corpo, la nostra voce trova tutta una serie di benefici quali: 

1 – Un suono più armonioso, rotondo e vellutato.

2 – L’aumento del volume in modo naturale, senza sforzo, e quindi preservando la longevità e salute della voce.

3 – L’aumento dell’estensione vocale grazie ad’una emissione laringea più comoda, meno contratta che quando funziona in modalità “spinta”.

4 – Una articolazione meno faticosa e, contrariamente a quanto si possa pensare, più chiara e precisa.

5 – Una intonazione più precisa.

6 – La vera natura della voce, cioè, il vero colore, la vera “materia sonora” che la contraddistingue e identifica come unica e irripetibile. (Quello che io chiamo “il vero grano vocale”. )

7 – Mantiene la salute vocale nel tempo, evitando i disturbi e le disfunzionalità che possono generare la tendenza contraria, ossia la pressione. (Sul tema della pressione trovi un video sia sulla mia pagina FB che sul canale You Tube intitolato :”Terzo nemico della tua voce: la pressione”. Se non lo hai ancora ascoltato ti consiglio di farlo per completare l’articolo che stai leggendo).

Per tutte queste ragioni, abbiamo tutti i vantaggi ad assecondare le leggi acustiche e fisiologiche alle quali la voce è soggetta, mettendo i nostri spazi interni al servizio della nostra voce, pure quando saremo amplificati: quello che verrà a cambiare sarà il “grado” di risonanza utilizzato, dipendendo dall’uso che ne faremo (ma questo sarà tema d’un futuro articolo! ). 

Tu quando parli o canti, ascolti se sei orientato/a alla risonanza?.. usi il tuo “strumento – corpo” per ottenere il meglio della tua voce, diminuendo forza e fatica…??

Se hai dei dubbi o delle curiosità su quanto hai letto puoi rivolgerti a me contattandomi in privato su info@annamariagarriga.com

Se invece vuoi altri consigli per la tua voce puoi ascoltarmi su You Tube o seguire i miei post settimanali su Fb.

Grazie per la tua lettura.